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Minicentralina 12V o 24V: quale scegliere

In breve: A parità di potenza, una minicentralina 24V assorbe metà della corrente di una 12V: cavi più sottili, meno cadute di tensione, teleruttori meno sollecitati e motori più durevoli. Il 12V resta la scelta obbligata dove l’impianto di bordo è a 12V senza convertitore — cioè sulla maggior parte di rimorchi e veicoli leggeri.

La fisica: stessa potenza, metà corrente

La potenza è tensione per corrente. Un motore da 800 W assorbe circa 65-70 A a 12V ma solo 33-35 A a 24V. Quella corrente passa per cavi, connessioni e teleruttore: dimezzarla significa dimezzare le perdite, il riscaldamento dei contatti e la probabilità di guasto elettrico — che nelle unità DC è la prima causa di assistenza.

Cavi e cadute di tensione

A 12V ogni metro di cavo conta: una caduta di 1 volt è quasi il 10% della tensione, e il motore la paga in coppia e riscaldamento. Regola pratica: cavi più corti e più generosi possibile, connessioni pulite e serrate, massa diretta al telaio. A 24V lo stesso impianto è molto più tollerante.

Quando è obbligato il 12V, quando conviene il 24V

Se la batteria disponibile è quella del veicolo a 12V, la scelta è fatta: convertire non conviene quasi mai. Il 24V conviene su mezzi pesanti e macchine agricole (che già lo hanno a bordo), su cicli frequenti e su potenze sopra i 2 kW, dove a 12V le correnti diventano difficili da gestire. Nei casi intermedi, il ciclo di lavoro decide: chiedici un dimensionamento, è gratuito.

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