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Minicentralina o centrale oleodinamica?

In breve: Indicativamente: fino a circa 4 kW e 30 l/min la minicentralina compatta è la soluzione più efficiente; oltre — o con più utenze simultanee, servizio continuo gravoso e scambiatori di calore — si passa alla centrale oleodinamica progettata su misura. Gazzera produce entrambe, quindi il confine lo tracciamo sull’applicazione, non sul catalogo.

Cosa cambia in architettura

La minicentralina è un monoblocco: motore, pompa, collettore e serbatoio in un unico gruppo compatto, con la logica valvole montata sul collettore. La centrale è un impianto: telaio, serbatoio maggiorato con controllo di livello e temperatura, eventuale scambiatore, più utenze indipendenti, quadro elettrico. La prima si integra nella macchina, la seconda spesso È una parte della macchina.

I segnali che serve la centrale

Più movimenti contemporanei con portate diverse; servizio continuo con l’olio che scalda; esigenze di filtrazione e monitoraggio spinte; potenze oltre la taglia dei motori compatti. Se ne riconosci almeno due, conviene partire direttamente dal progetto di una centrale: adattare una minicentralina al rialzo costa più che progettare giusto.

E i costi?

A parità di funzione la minicentralina costa sensibilmente meno: meno materiale, meno montaggio, distinta più corta. È per questo che il dimensionamento onesto conviene a entrambi: proporre una centrale dove basta una minicentralina si vede al primo preventivo concorrente. La guida ai fattori di prezzo spiega nel dettaglio cosa muove il costo.

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